2° tappa
Rastignano
Zena Pianoro

20,4 km

+ 772
- 675

7ore 30 minuti

Altare Mater Pacis

Tappa che conduce definitivamente fuori dalla città, per immergersi in una realtà davvero poco abitata, la Val di Zena, con bellissimi panorami che dipendono fortemente dall’antica presenza del mare in queste zone. Dalla chiesa di Rastignano si sale verso Monte Calvo, passando a fianco all’antica Fornace e al Cimitero. Sulla cima del colle, in presenza dell’altare dedicato alla Mater Pacis, un bellissimo panorama a 360°, che permette di ammirare gran parte del cammino, il Contrafforte Pliocenico e molte zone teatro di scontri durante la Seconda Guerra Mondiale. Da lì ci si dirige verso la valle, sulle tracce del Fantini, personaggio fondamentale nella storia dell’appennino bolognese. Verso il finale di tappa, passaggio per il suggestivo borgo abbandonato di Gorgognano e successiva vista sul luogo dove fu ritrovata una Balena di epoca Pliocenica, luogo celebrato oggi da una scultura che la raffigura.

DA NON PERDERE

Balena della Val di Zena

In Val di Zena c’è un monumento, opera degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, raffigurante un’antichissima balena di 9 metri, i cui resti furono rinvenuti in quei luoghi da un contadino. Esemplare di Balaenoptera Aucutorostrata, risalente al Pliocene, tra i 2 e i 5 milioni di anni fa.

La Via del Fantini

Da un’intuizione dell’Associazione Parco Museale della Val di Zena nasce la Via del Fantini, un cammino culturale alle porte di Bologna (50 km circa), che parte da San Lazzaro di Savena e arriva a San Benedetto del Querceto (Monterenzio), attraversando tutta la Val di Zena, unendo luoghi di rilevante importanza nella vita di Luigi Fantini (1895-1978). Siti meravigliosi dal punto di vista paesaggistico, geologico, archeologico, storico ed ambientale. Un personaggio davvero straordinario, il Fantini, studioso autodidatta, curioso, instancabile, grande appassionato di speleologia, archeologia, geologia, oltre che ottimo fotografo e scrittore, ha dedicato gran parte della sua vita all’esplorazione del territorio appenninico bolognese, alla ricerca di “tesori” geologici. Il ‘ricercaro appeninico’, amava definirsi, ‘al mat di sas’ (‘il matto dei sassi’), lo chiamava la gente del luogo. Nel 1932 fonda il Gruppo Speleologico Bolognese, insieme ad alcuni amici, e con loro scopre ed esplora la Grotta della Spipola, che si rivelerà essere tra le maggiori cavità europee nel gesso, oggi una delle attrazioni principali del Parco dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa. Con i suoi studi e le sue ricerche ha ricostruito storia e preistoria del territorio. La Val di Zena era il suo luogo prediletto e l’ha saputa proteggere dalla speculazione legata allo sfruttamento delle cave. Il progetto della Via del Fantini vuole dare il giusto risalto alla sua storia e ai luoghi che furono scenario delle sue attività, dal Parco dei gessi e le sue grotte, alla sua casa natale, agli incantevoli paesaggi della Val di Zena e altro ancora. La Via Mater Dei percorre un tratto di questo cammino, ma vale davvero la pena ritornare in queste zone e percorrerlo nella sua interezza.

Per maggiori informazioni:
www.viadelfantini.it
www.parcomusealedellavaldizena.it

Riosto

via di Riosto (Pianoro)

Splendide colline ricamate da filari di vite e dal viola dei grappoli d’uva. La storia di Riosto è legata fin dall’epoca Papale ad una sorprendente vocazione vinicola. Dei dolci frutti di Bacco si occupò anche lo studioso Luigi Fantini che nel ‘61 scoprì una vite centenaria poi denominata “La Vite del Fantini”. Tra boschi ordinati di cipressi e querce i resti di una chiesa: un altare e il portale d’ingresso avvolti dalla natura dove il 14/15 agosto fin dall’antichità si celebra Santa Maria Assunta.

Altare Mater Pacis

“…una preghiera per i morti di tutte le guerre”. Questa la targa commemorativa presente sull’Altare Mater Pacis, in cima alla collina di Monte Calvo di Rastignano.

Qui il panorama a 360 gradi abbraccia a nord la pianura padana e sullo sfondo le Alpi e il mar Adriatico, e a sud l’intero arco appenninico tosco-emiliano, tra il Santuario della Beata Vergine di San Luca ad ovest ed il Santuario della Madonna del Monte delle Formiche ad est. Lo sguardo domina la Valle del Savena ed il Contrafforte Pliocenico, proprio là dove nella Seconda guerra mondiale vi era la ‘Winter Line’, parte della più famosa Linea Gotica, teatro di feroci combattimenti e bombardamenti per l’intero inverno fra il 1944 ed il 1945, tanto da far guadagnare a Pianoro l’appellativo di ‘Montecassino del Nord’, con il 98% degli edifici completamente distrutti.

In questo luogo straordinario è stato posto un altare, delle vicine cave del Parco dei Gessi, per ricordare i morti di tutte le guerre, per affidarci alla protezione di Maria, Madre di Colui che “è la nostra Pace” (Ef 2,14). Questo luogo, consacrato dal Cardinale Matteo Zuppi Arcivescovo di Bologna il 29 giugno 2020, è punto culminante della seconda tappa della Via Mater Dei, ed ispira al camminatore e al pellegrino una riflessione ed una preghiera, perché il cuore dell’uomo, libero dalla barbarie della guerra, si armonizzi con la bellezza della natura, ed impari ad alzare lo sguardo al Cielo, e poi abbassarlo verso il fratello con quell’amore materno che è sempre fonte di vita e mai di odio e distruzione.

Il Museo di Arti e Mestieri Pietro Lazzarini

Il Museo studia e raccoglie le testimonianze materiali della passata civiltà contadina e artigianale delle vallate del Savena, dell’Idice e del Setta. Ospitato all'interno dell'antica stalla-fienile Gualando (fine Ottocento), accoglie la raccolta del pianorese Pietro Lazzarini (più di 1800 pezzi), integrata da altre donazioni.

L’allestimento, organizzato per ricostruzione storica di ambienti, propone una lettura degli oggetti volta a trasmettere tradizioni, modi di vita e lingua della comunità pianorese, il dialetto.

Tappa non particolarmente impegnativa, ma abbastanza selvaggia con molti tratti scoperti e poca disponibilità d’acqua lungo il percorso, per cui è fondamentale partire ben equipaggiati per proteggersi dal sole e dal caldo. Dalla località Brinello, con una breve deviazione, è possibile raggiungere Botteghino di Zocca, dove si possono trovare punti di ristoro.

In Val di Zena si attraversa una riserva di caccia, per cui è necessario prestare un po’ di attenzione durante la stagione venatoria, da fine settembre a fine gennaio. I sentieri CAI 815 e 815A possono essere percorsi in alternativa in caso di necessità. Attenzione anche agli animali al pascolo che potrebbero essere accompagnati dai cani.

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