4° tappa Loiano – Madonna dei Fornelli

Tappa ricchissima di Santuari e punti di interesse, nella quale si comincia ad apprezzare veramente il paesaggio appenninico, fra crinali, vallate, foreste di quercia, faggio e castagni secolari. Da Loiano ci si dirige verso l’Osservatorio Astronomico, ove vale la pena aggirarsi un po’ fra i vari edifici e cartelli segnaletici. Una discesa conduce verso Gragnano e la sua bella Chiesa di Santa Maria Assunta, per poi arrivare a Campeggio, passando all’andata per il borgo di Sumbilla e risalendo sul percorso della Via Crucis verso Monte Calvario. Tocca poi al Santuario di Madonna dei Boschi, custodito con incredibile passione dai frati, e poco dopo a Monghidoro. Da qui comincia la discesa verso la valle del Savena, passando per Piamaggio, sede del Santuario della Madonna di Pompei e di due piccoli ma interessantissimi musei, fino al lago di Castel dell’Alpi. Un’ultima breve risalita conduce all’arrivo a Madonna dei Fornelli.

25,4 km

9h

+ 1116

- 1091

Da non perdere

Il Parco Astronomico di Loiano si trova sull’Appenino Tosco-Emiliano ed è gestito dall’Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Comprende due telescopi, un planetario, un’aula didattica ospitati in distinte strutture e un percorso del sistema solare.

Il telescopio storico, con uno specchio di 60cm di diametro, risale agli anni ’30 viene interamente dedicato alla divulgazione. Nel planetario digitale si svolgono proiezioni e spettacoli sia per adulti sia per bambini. In Aula didattica sono presenti varie sale dove sono esposti exhibit multimediali, spazi dove poter assistere a brevi conferenze, proiezioni o svolgere laboratori per i bambini. Un percorso del Sistema Solare, che rappresenta in scale di dimensioni e distanza i vari pianeti e arricchito di pannelli informativi, collega il Planetario al Telescopio Cassini da 152cm, quest’ultimo riservato alla ricerca astronomica da parte degli astronomi professionisti dell’INAF. Il Percorso è visitabile durante il giorno. Il Telescopio Storico, il Planetario e l’aula didattica sono visitabili su prenotazione nelle date di apertura del Parco.

Monghidoro

Comune di confine tra la Toscana e l’Emilia, il suo nome deriva probabilmente da un insediamento di Goti risalente al VI secolo, da cui “Mons Gothorum. Dalla metà del 1200 fino al 1900, il paese prese anche il nome di Scaricalasino, oggi ritornato di moda: per secoli fu una stazione di sosta tra Bologna e Firenze, a controllo del Passo della Raticosa, in prossimità del quale era presente la dogana tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana, quindi un centro con grande importanza dal punto di vista commerciale e delle comunicazioni. Con la perdita di importanza della ‘Statale Futa’, dopo aver sofferto gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale, nella seconda parte del XX secolo il paese si è convertito in destinazione turistica, grazie alle sue aree naturalistiche e alle sue radicate tradizioni culturali. Tantissime sono gli eventi culturali e le sagre che vi si svolgono durante la stagione estiva e non solo.

Aree Naturalistiche Monghidoro

Di grande valore e molto apprezzate, sono le aree verdi che fanno parte del comune di Monghidoro, ricche di percorsi naturalistici percorribili a piedi, in bici o a cavallo. L’Alpe di Monghidoro si contraddistingue per le ampie faggete che offrono temperature estremamente gradevoli durante l’estate e bellissimi scenari di tranquillità. La zona ospita anche un parco avventura, il Triton’s Park. Nell’alta valle dell’Idice si trova, invece, il Parco de La Martina, oggi dentro alla ZSC La Martina – Monte Gurlano, recentemente oggetto di una riqualificazione da parte del Comune e di alcuni volontari che hanno ripristinato la sua fitta rete di sentieri.

Da Piamaggio, proseguendo verso la borgata di Villa di Mezzo, con un breve tragitto si può scendere tra i boschi del Mulino Mazzone. Costruito intorno al 1700 è l’unico opificio della valle del Savena ancora funzionante. Con il suo piccolo specchio d’acqua artificiale alimentato dal rio del Piattello, il suo bellissimo parco e il canale di carico, su cui si specchiano grandi alberi centenari, è la meta ideale per una sosta. Il mulino è visitabile su prenotazione. È possibile raggiungerlo tramite una breve deviazione dal tracciato del cammino, per poi ricongiungersi ad esso prendendo il sentiero CAI 905 in direzione Alpe di Monghidoro.

Musei di Piamaggio

Nella piccola frazione di Piamaggio sono presenti due Musei.
Nel Museo della Civiltà contadina dell’Appennino bolognese sono ricostruiti alcuni ambienti ancora esistenti nel nostro territorio fino agli anni ’60 del secolo scorso e anche, in scala 1/3, l’interno di un mulino ad acqua.
Nel Piccolo Museo dell’emigrante è possibile invece ripercorrere, in grandi pannelli, le varie fasi dell’emigrazione italiana dal 1875 ai nostri giorni, e documenti, oggetti e testimonianze sull’emigrazione da Monghidoro verso altri Paesi. Nell’annesso Centro di documentazione sono a disposizione, sul tema dell’emigrazione, lettere, atti di convegni, interviste scritte e filmate, fotografie, numerosi film e libri.

Poco prima della fine della 4a tappa si giunge al lago di Castel dell’Alpi, nell’omonima località. Trattasi dell’unico bacino naturale della provincia di Bologna, generatosi nel 1951 in seguito ad una imponente frana, che bloccò il corso del torrente Savena. Attorno al lago si snoda un percorso a piedi estremamente pittoresco, che consente di ammirare anche la vecchia chiesa di San Biagio, risparmiata dalla frana, sopra la sponda sinistra, dove una volta si trovava il paese. Sulla parte destra c’è il nuovo abitato, dove sono presenti alcuni luoghi dove poter mangiare e una locanda dove soggiornare.

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VIA MATER DEI Il cammino dedicato ai Santuari Mariani dell’Appennino Bolognese

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