RASTIGNANO – BARBAROLO

2° Tappa: 32,1 km | 1540 D+ | 9 h

Rastignano – Ciclopedonale Lungosavena – Pianoro – Podere Riosto – Castello di Zena – Museo dei Botroidi (Tazzola) – Santuario di Santa Maria di Zena o del Monte delle Formiche – Fornace di Zena – Barbarolo.


DA NON PERDERE

Riosto

via di Riosto (Pianoro)

Splendide colline ricamate da filari di vite e dal viola dei grappoli d’uva. La storia di Riosto è legata fin dall’epoca Papale ad una sorprendente vocazione vinicola. Dei dolci frutti di Bacco si occupò anche lo studioso Luigi Fantini che nel ‘61 scoprì una vite centenaria poi denominata “La Vite del Fantini”. Tra boschi ordinati di cipressi e querce i resti di una chiesa: un altare e il portale d’ingresso avvolti dalla natura dove il 14/15 agosto fin dall’antichità si celebra Santa Maria Assunta.


Museo dei Botroidi

Tazzola (Pianoro)

A metà strada tra la località Zena e il Monte delle Formiche si giunge al borgo della Tazzola. Una volta entrati nell’abitato una scritta sul muro di una vecchia stalla segnala il Museo dei Botroidi, una raccolta di sassi antropomorfi rinvenuti sul torrente Zena negli anni ‘60 dallo speleologo Luigi Fantini che vi faranno scoprire la storia di queste terre dal pliocene ad oggi. Un luogo unico come è unico l’ambiente del Contrafforte Pliocenico, riserva naturale ricca di monumenti naturali millenari. 


Ca’ di Pippo

Pianoro – via Monte delle Formiche

La storia del borgo di Ca’ di Pippo è strettamente legata a quella del Santuario del Monte delle Formiche da cui dista solo 2 km. Per vicinanza con questo luogo misterioso tanto caro alle comunità della Valle dello Zena e dell’Idice, Ca’ di Pippo è divenuto di conseguenza un punto di riferimento per tanti fedeli e pellegrini. Accogliente e semplice nella sua struttura originaria il borgo settecentesco ancora conserva lo spirito rurale di un tempo. Nel centro dell’abitato è presente anche un’osteria.


Barbarolo (arrivo 2° tappa)

via Barbarolo (Loiano)

Poco sopra al torrente Zena, tra campi di grano svetta la grande chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Barbarolo. Risalente al IX secolo attorno al 1300 fu una delle 13 pievi della diocesi di Bologna. L’attuale edificio poggia su un’antica pieve protoromanica (VIII sec.) della quale sono visibili le fondamenta nei locali sotterranei. Il primo weekend di agosto la Madonna del Carmine viene portata in processione fino al Trebbo di Barbarolo, l’antico borgo in cui sono presenti alcuni B&B e una trattoria.