È un percorso di circa 157 km che si sviluppa in sette tappe su crinali di media montagna e che collega la città di Bologna a nove comuni dell’Appennino Bolognese: Pianoro, Monterenzio, Loiano, Monghidoro, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Camugnano, Grizzana Morandi, Vergato e al Comune di Firenzuola, in territorio toscano.
Dalla Città, con le sue mura e i monumenti medioevali tanto famosi nel mondo piano piano, camminando e sudando, potrete ritrovare quel contatto naturale con la terra, il vento, il sole, la pioggia che sono gli elementi casuali ma imprescindibili di un vero cammino. Passo dopo passo, arrivati all’ultimo santuario, una volta ritornati alla Città, qualsiasi Città abitiate, tutto avrà un volto nuovo, perché saranno i vostri sguardi ad essere nuovi.
Bologna - Rastignano
Tappa del cammino Via Mater Dei che si divide fra città e collina, con partenza nel centro di Bologna, nella pittoresca zona del Quadrilatero.
Rastignano - Zena Pianoro
Tappa che conduce definitivamente fuori dalla città, per immergersi in una realtà davvero poco abitata, la Val di Zena.
Zena Pianoro - Loiano
Tappa caratterizzata da una grandissima ricchezza di punti di interesse e di bellissimi panorami. Da Zena si sale per un bel tratto per dirigersi verso il Santuario del Monte delle Formiche.
Loiano - Madonna dei Fornelli
Tappa ricchissima di Santuari e punti di interesse, nella quale si comincia ad apprezzare veramente il paesaggio appenninico.
Madonna dei Fornelli - Bruscoli
Tappe di grande fascino, dove piccoli borghi si alternano a foreste e a punti aperti con bellissimi scorci sulle montagne appenniniche, in particolare Monte Cimone e Corno alle Scale.
Bruscoli - Baragazza
Tappe di grande fascino, dove piccoli borghi si alternano a foreste e a punti aperti con bellissimi scorci sulle montagne appenniniche, in particolare Monte Cimone e Corno alle Scale.
Baragazza - Ripoli
Altra tappa estremamente ricca di spunti di interesse, con panorami eccezionali che accompagnano durante tutta la prima parte e suggestioni storiche e culturali durante la seconda.
Ripoli - Riola
Gran finale, con una tappa estremamente piacevole e gratificata dalle bellissime viste verso Montovolo e Monte Vigese che a poco a poco si avvicinano.
Il Cristianesimo ha ereditato il pellegrinaggio dal popolo di Israele. Per ogni buon israelita era necessario recarsi tre volte all’anno davanti al Signore nel suo Santuario. “Quale gioia mi dissero: andremo alla casa del Signore” (Sal 122,1).
Nel medioevo, il pellegrinaggio cristiano raggiunge il massimo splendore, espressione di quello straordinario fervore religioso che ha fatto nascere mirabili cattedrali, capolavori di arte e di fede. Gerusalemme, Roma, Santiago de Compostela sono le mete principali della cristianità, unitamente al fiorire diffuso di cammini verso Santuari mariani o che conservano le reliquie dei Santi. Per molti, il pellegrinaggio assumeva il tono di una cammino espiatorio dei peccati o la fatica da compiersi per generare un uomo nuovo.
Il pellegrinaggio è stato ed è una pratica altamente espressiva della concezione cristiana della vita. Nella dinamica del cammino, infatti, vi è anzitutto una rottura con la vita di ogni giorno, un abbandono del passato verso la conquista della meta, della “vera” vita. Il Signore disse ad Abramo: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò” (Gn 12,1).
La persona si concepisce come homo viator, ossia viandante che lascia un luogo e si dirige verso il conseguimento di un traguardo per il quale orienta le forze fisiche e spirituali, certo che Dio lo precede illuminandone i passi. Il pellegrino non lascia però gli affanni del vivere, le angustie del presente e le preoccupazioni del futuro per fuggire da se stesso, ma per cercare e trovare qualcosa di più grande di sé, di più vero.
In questa prospettiva, il pellegrinaggio è una metafora della vita: un cammino dal tempo all’eternità, dalla terra al cielo, dall’effimero all’assoluto. Alla radice della decisione del mettersi in cammino non vi è tanto un bisogno di evasione, ma soprattutto di trovare il senso della vita, il desiderio di infinito, il volto di Dio!
“Verso la casa di Dio camminavamo in festa” (Sal 55,15).Anche chi non compie il cammino con un’intenzione propriamente religiosa, si ritrova a fare un grande viaggio dentro le profondità del proprio cuore e giunto al Santuario riposa, non tanto il corpo quanto l’anima, finalmente giunta alla meta dei suoi desideri.
Mentre organizzi il tuo cammino, ricorda di richiedere la credenziale, il passaporto del Pellegrino dove verranno registrate le tappe.
Terminato il cammino, inviaci una copia della credenziale timbrata per ricevere gratuitamente la pergamena ufficiale della Via Mater Dei!
La Via Mater Dei, come tutti i percorsi sul versante emiliano romagnolo dell'Appennino, presenta diversi tratti con criticità che ne rendono difficile la percorrenza a seguito dei recenti eventi meteorologici.
In particolare le zone della Val di Zena, Monte delle Formiche, Monte Bibele, Scanello e Madonna dei Boschi sono state colpite da frane e allagamenti. In questi giorni si stanno effettuando sopralluoghi su tutto il territorio. Al momento è ASSOLUTAMENTE SCONSIGLIATO mettersi per sentieri nelle zone citate.
La seconda parte del cammino, da Madonna dei Boschi in poi, presenta meno criticità, ma presenta anch’essa alcune problematiche, piccoli smottamenti, alcune strade chiuse al traffico ecc. C'è molto fango e i guadi sono assolutamente NON transitabili. Si raccomanda, prima di mettersi in cammino in qualunque area, di informarsi presso i punti informazione ufficiali.
Ci vorrà un po’ di pazienza, ma siamo assolutamente certi che in brevissimo tempo il percorso sarà nuovamente totalmente agibile!
VIA MATER DEI Il cammino dedicato ai Santuari Mariani dell’Appennino Bolognese
Foiatonda Cooperativa di comunità
Via della Libertà, 2 – Madonna dei Fornelli
40048 San Benedetto Val di Sambro (BO)